Mons. Grazio Gianfreda
Mons. Grazio Gianfreda
Cattedrale di Otranto
Biografia
Mons. Grazio Gianfreda
(Collepasso 20 aprile 1912 – Otranto 4 gennaio 2007)

Mons. Grazio Gianfreda nacque a Collepasso il 20 aprile del 1912, da Quintino e da Esther Ria. Compiuti gli studi ginnasiali nel Seminario Arcivescovile di Otranto dal 1926 al 1931, completò la sua formazione culturale e spirituale, dal 1931 al 1938, presso il Pontificio Seminario Regionale "Pio XI" di Molfetta, dove ricevette gli Ordini Minori, il Suddiaconato (25-7-1937) e il Diaconato (1-1-1938). Fu ordinato presbitero, nella chiesa parrocchiale di Collepasso, il 30 luglio 1938, dall'Arcivescovo mons. Cornelio Sebastiano Cuccarollo.

Trascorso il primo anno di sacerdozio come docente nel Seminario Arcivescovile di Otranto, il 15 settembre del 1939 fu inviato, in qualità di Vicario Cooperatore, nella Parrocchia San Brizio Vescovo, in Calimera, della quale divenne Parroco il 15 novembre 1945. In questa Comunità esercitò il suo ministero sacerdotale con zelo e passione pastorale tali da lasciare un ricordo che il tempo non ha eroso, come dimostrato dai numerosi attestati di stima e di affetto che in più circostanze i cittadini di Calimera hanno continuato a manifestare nei suoi confronti, sino al giorno d'oggi.

Il 17 settembre del 1956 l'Arcivescovo mons. Raffaele Calabrìa affidò a don Grazio la responsabilità di Parroco della Cattedrale di Otranto, ufficio che egli ricoprì sino al 1991, avendo rinunziato per raggiunti limiti di età nel 1988. Per don Grazio questa nuova esperienza pastorale rappresentò una svolta determinante nella sua vita. La frequentazione così intensa di quel luogo di fede, di martirio, di arte e di cultura che è la Cattedrale di Otranto, con la Cripta solenne e maestosa e il Mosaico, straordinario scrigno di messaggi sui quali passa e si svela il dialogo perenne dell'umano col divino, segnò profondamente il nobile spirito di mons. Grazio Gianfreda. Con felice intuizione, egli avvertì nel suo intimo che essere Parroco della Cattedrale di Otranto comportava saper vivere il ministero pastorale in una dimensione particolare. Voleva dire, per lui, affrontare la sfida del saper coniugare la sollecitudine per la cura spirituale della comunità a lui affidata, con la missione, del tutto nuova ed esaltante, dell'annuncio e dello svelamento "a tutte le genti" dei significati profondi e universali impressi in quel tempio sacro, dei quali, in un certo senso, era divenuto vigile ma mai geloso custode.

Ed ecco, allora, che don Grazio dà inizio alla sua benemerita opera di instancabile investigatore, decodificatore e annunciatore delle meraviglie segnate nella Cattedrale di Otranto, attraverso la disponibilità inesausta, cordiale e premurosa verso stuoli infiniti di visitatori, mediante incontri e conferenze in Italia e all'estero, con la sua vastissima e apprezzata produzione storico-artistico-telogica.

Nel frattempo, don Grazio era chiamato dai Vescovi Idruntini ad assumere nuove responsabilità nell'ambito diocesano: Canonico del Capitolo Cattedrale di Otranto, incaricato per la Cappella dei Martiri (17 settembre 1956), Membro della Commissione Diocesana per l'Arte Sacra (22 ottobre 1965), Parroco consultore e Giudice pro-sinodale dal 1 luglio 1969, Direttore spirituale per moltissimi anni dell'Apostolato della Preghiera, Confessore per oltre un quarantennio delle Sorelle povere di Santa Chiara nel monastero di Soleto. Ha infine contribuito con il suo qualificato apporto, in qualità di Membro della Commissione dei periti storici, nominata dall'Arcivescovo mons. Vincenzo Franco in occasione del Processo diocesano per la canonizzazione dei Beati Martiri Antonio Primaldo e Compagni, inaugurato il 16 febbraio 1991, alla determinazione della storicità del martirio degli Ottocento Idruntini avvenuto nel 1480.

Uomo di vasta cultura e di straordinaria sensibilità, sempre pronto all'ascolto e al sorriso, amato e stimato dai Pastori di Otranto, dai confratelli e da tutte le persone che ebbero modo di conoscerlo e di sperimentare la sua bontà d'animo, la sua competenza di studioso e la sua profonda spiritualità, don Grazio, nel corso di un cinquantennio di studi e ricerche, ha scavato con passione e rigore scientifico nella storia otrantina, soffermandosi in particolare sulla Cattedrale di Otranto e sul suo meraviglioso mosaico pavimentale, sulla chiesa bizantina di San Pietro, sul monachesimo italo-greco, sulla vicenda dei gloriosi Martiri Idruntini e su altri aspetti della storia e della cultura salentina. Ha pubblicato circa trenta volumi, tra i quali non si possono non menzionare Otranto, civiltà senza frontiere (1970), Gli Ottocento Martiri di Otranto (1980), Storia della Cattedrale, diario di un popolo (1982), Storicità del martirio dei Martiri di Otranto (1991), Otranto e il primato dell'Umanesimo occidentale (1992), Il monachesimo italo-greco in Otranto (1994), Basilica bizantina di San Pietro - Storia e Arte (1997), Otranto nascosta (1997), Otranto nella storia (2003), Il mosaico di Otranto, biblioteca medievale in immagini (2005) e numerosi altri.

Pur essendo andato via da Collepasso in tenera età, mons. Grazio Gianfreda ha sempre mantenuto vivo il legame con la sua terra d'origine. Espressione concreta del suo affetto per la Comunità collepassese è stata la donazione, nel 1972, di una vasta area di suolo edificabile, di sua proprietà, nel centro dell'abitato, per la costruzione dei due complessi della Congregazione delle Suore di Carità dell'Immacolata Concezione, dette d'Ivrea e cioè la Scuola Materna Cristo Re, prima e, successivamente, l'Oasi Antonia Maria Verna.

La Comunità collepassese nel dicembre 2004 ha voluto tributargli un meritato riconoscimento: una settimana a lui interamente dedicata e scandita da vari momenti, tra cui le visite delle scolaresche collepassesi alla Cattedrale di Otranto e al suo pavimento musivo e gli incontri di don Grazio con docenti e alunni presso gli istituti scolastici di Collepasso. L'iniziativa, che ha visto partecipi il Comune di Collepasso, la Provincia di Lecce, il Comune di Otranto, le Parrocchie di Collepasso, la Congregazione delle Suore d'Ivrea, le scuole e le Associazioni collepassesi, ha avuto il suo momento culminante, alla presenza di Autorità e di folto pubblico, lunedì 20 dicembre 2004, quando è stata conferita a don Grazio la cittadinanza onoraria da parte del Consiglio Comunale di Collepasso.

Cappellano e Prelato d'onore di Sua Santità*, mons. Grazio Gianfreda ha concluso la sua esistenza terrena il 4 gennaio 2007, suscitando profonda e diffusa commozione nel Presbiterio diocesano, presso la comunità d'origine, in quelle in cui esercitò il ministero pastorale, e nell'animo di quanti ebbero modo di apprezzarne la ricchezza interiore e l'energia sprigionante dal profondo del suo intimo.


Prof. Salvatore Marra

* Cfr. A.A.S., 81 [1989], p. 1000.
Collegamenti a siti web
Real Time Analytics